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venerdì 20 luglio 2012


Smartphone con 8 GB di RAM grazie ai transistor al carbonio

Ricercatori israeliani (Università di Tel Aviv, TAU) hanno ipotizzato un transistor di carbonio C60 (struttura con 60 atomi di carbonio), potenzialmente più piccolo di quelli attuali in silicio. Secondo il direttore della ricerca Elad Mentovich si potrebbe arrivare infatti fino un nanometro per la dimensione dei transistor.
Usare questo materiale inoltre sarebbe facile, perché compatibile con gli attuali processi produttivi. I transistor al carbonio inoltre sarebbero in grado di trasferire e anche di conservare energia: in altre parole si potrebbero usare sia per creare architetture di calcolo (CPU, GPU, controller) sia per supporti di memorizzazione come gli attuali SSD per esempio.

I transistor al carbonio però non dovrebbero essere accoppiati con condensatori per la conservazione della carica, e questo insieme alla dimensione ridotta permetterebbe d'inserirne di più nello stesso spazio, allo stesso tempo riducendone i consumi.  
Secondo i ricercatori tuttavia il vantaggio più rilevante è che la riduzione delle dimensioni permetterebbe d'installare molta più RAM a bordo dei dispostivi portatili, andando così a risolvere uno dei nodi cruciali della moderna elettronica portatile.
"Quando questa nuova tecnologia sarà integrata nei futuri dispositivi, avremo molta più memoria su smartphone e tablet, quasi quanta ce n'è in un notebook", ha spiegato Mentovich. "Con tanta memoria potremo eseguire più applicazioni simultaneamente, e grazie alla bassa tensione i consumi caleranno e l'autonomia crescerà".
Non sappiamo quali prestazioni potrebbero avere questi transistor di carbonio, né se diventeranno qualcosa di più di una, seppur promettente, ricerca teorica. Ci sembra tuttavia che il progetto sia molto interessante, perché nel puntare a più RAM va effettivamente a risolvere un nodo cruciale nello sviluppo dei dispostivi portatili, e soprattutto apre la strada a un multitasking migliore e più vicino a quanto può fare un computer tradizionale.
I ricercatori ora cercheranno una struttura dove produrre questi transistor, per realizzare campioni che potrebbero anche finire per competere con quelli al grafene - a sua volta è un materiale basato sul carbonio.

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