Cosa c’è che non va in Splinter Cell: Blacklist?

Più volte ho accennato al fatto che nei video rilasciati da Ubisoft che avrebbero mostrato le prime nuovissime caratteristiche di Splinter Cell: Blacklist non siano comparse, almeno in maniera dignitosa, le abilità furtive del vecchio Sam. La cosa che si avvicinava di più era il fatto che passasse alle spalle dei nemici.
Questo è un pensiero di molti. I fan infatti non sono felici, non ancora, di ciò che è stato mostrato del gioco: un pugno di scene con tante esplosioni, spari, pugni, sangue, i movimenti al rallentatore che fanno tanto figo e il resto.
Subito David Footman, direttore di Blacklist, è corso hai ripari. Ecco alcune parole rilasciate ad Eurogamer:
Bisogna sempre provare per credere. Le chiacchiere son chiacchiere, ed è solo questo per ora. Abbiamo davvero bisogno di distribuire una demo, perché la gente possa capire come agire furtivamente, per far comprendere il gameplay. Sembra essere stata una reazione eccessiva perché la gente ha visto solo il ‘pow!’, l’esplosività.
Non possiamo negare che abbia ragione anche se non abbiamo deciso noi di rilasciare tale tipo di materiale sul gioco. Ultimamente non riesco che a vedere giochi dal budget enorme con roba che esplode ovunque, gente che ammazza altra gente nella maniera più spettacolare possibile (e sempre rocambolesca) ma la cosa non mi stanca fino ai primi cinque prodotti.
Anche il dannato Splinter Cell doveva diventare così spettacolare? Per forza dobbiamo avere l’opzione per correre contro i nemici e ucciderli al rallentatore con una pistola?
Non sono convinto che un gioco che offra tutto riesca a farlo nel miglior modo possibile. Splinter Cell è uno stealth ma se vogliono renderlo uno sparatutto in terza persona basta dirlo sin dall’inizio, non credete?



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