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venerdì 18 maggio 2012

Max Payne 3, prime recensioni estremamente positive




Max Payne 3


Insieme a Diablo 3 un altro grande titolo esce oggi (negli USA, da noi uscirà venerdì), parliamo naturalmente di Max Payne 3, prodotto molto atteso, in fase di sviluppo sin dan lontano 2008. Il cambio di sviluppatore ha fatto bene a quel povero disgraziato di Max?
Sembra proprio di sì, a giudicare dai voti delle prime recensioni, in molti casi i redattori hanno elargito un perfect score, la media comunque è di 9/9.5 con qualcuno che si è limitato ad assegnare un “misero” 8, pur elogiando il gioco sotto ogni aspetto.


  • GamesRadar - 10/10
  • X360A – 93/100
  • IncGamers – 9/10
  • StrategyInformer – 9/10
  • IGN – 9/10
  • GamesReactor – 9/10
  • VideoGamer – 8/10
  • GamesTM – 8/10

Tomb Raider rimandato ai primi mesi del 2013



Tomb Raider

Alla fine i rumors che volevano Tomb Raider rimandato al 2013 si sono rivelati esatti, purtroppo. Square-Enix e Crystal Dynamics hanno fatto sapere che il gioco non vedrà la luce entro la fine del 2012, come inizialmente previsto, bensì nel primo quarto del 2013, subendo un ritardo di circa sei mesi rispetto alla data di uscita programmata.
La cosa, del resto, era ampiamente prevedibile, visto che dopo l’ottima demo mostrata allo scorso E3 di Tomb Raider non abbiamo saputo più niente. Crystal Dynamics ha bisogno di più tempo per migliorare alcuni aspetti del gameplay e per curare al massimo l’aspetto grafico, già adesso al top per quanto riguarda le produzioni del genere.

Il ritardo però potrebbe essere dovuto anche a motivi commerciali, a novembre uscirà Hitman Absolution (sempre pubblicato da Square-Enix) e probabilmente il publisher nipponico non vuole fare uscire due titoli molto attesi del suo catalogo nello stesso periodo, tenendo Tomb Raider in serbo per i primi mesi del prossimo anno.
Tomb Raider è confermato per PC, Xbox 360 e PlayStation 3, il gioco uscirà quasi sicuramente anche su Mac, mentre non sembrano esserci possibilità per quanto riguarda una eventuale versione per Wii U.

Eidos Montreal al lavoro su un nuovo Deus Ex?

Deus Ex

Da LinkedIn apprendiamo che una “grande compagnia canadese” sta cercando personale per sviluppare un gioco d’azione dedicato alle console next-gen, basato su un grand molto conosciuto e rispettato dai giocatori.
Nessuna conferma in merito, tuttavia pare che lo studio misterioso sia Eidos Montreal, il gioco in questione dovrebbe essere un nuovo Deus Ex, probabilmente il sequel di Human Revolution o comunque un nuovo episodio della serie.
Il gioco è destinato alle console next-gen ed uscirà “entro due anni“, secondo quanto scritto nell’annuncio pubblicato su LinkedIn.

Battlefield: Bad Company 3 e Mirror’s Edge 2 confermati su LinkedI

LinkedIn continua a essere fonti di speranze e indiscrezioni per tutti gli appassionati di videogiochi. Sono ancora due titoli EA non annunciati i protagonisti dei rumor, Battlefield: Bad Company 3 e Mirror’s Edge 2.
La notizia arriva da Gamerzines, che punta in particolare il dito verso il profilo utente di Michael Joseph C. e quello di un ex ingegnere software di Electronic Arts. Ed entrambi rivelano dettagli molto interessanti.

Iniziando dal primo, Michael Joseph C. spiega di aver lavorato a prototipi, game design e versioni dimostrative di progetti AAA come Battlefield: Bad Company 3, Dead Space 2, Devil May Cry 5 e altri titoli non ancora annunciati. Per quanto riguarda l’altro, afferma di aver lavorato nell’implementazione delle tecnologie dell’Unreal Engine 3 per Mirror’s Edge 2 da luglio ad agosto 2009.
C’è infine un altro ex impiegato, che scrive di aver collaborato all’inserimento di nuovi gadget, caratteristiche interattive, leaderboards e mini-game per Mirror’s Edge 2. In particolare, il mini-gioco a quanto pare sarebbe servito per raccontare nuovi aspetti sull’universo del franchise.

Saints Row 4 in fase di sviluppo, un curriculum lo conferma

Saints Row 4

Da tempo si rumoreggia di un possibile Saints Row 4 in fase di sviluppo ed un curriculum pubblicato su LinkedIn sembra dare ragione alle voci di corridoio. L’animatore David Payne ha infatti riportato sul suo profilo che attualmente sta lavorando al design delle armi di Saints Row 4 presso gli studi di Volition.
Le piattaforme riportate sono Xbox 360, PC e PlayStation 3, a dispetto delle notizie che volevano Saints Row 4 come uno dei titoli di lancio per le console di prossima generazione.
Nessuna data di uscita è stata ipotizzata, del resto manca ancora la conferma del publisher, Saints Row 4 potrebbe vedere la luce alla fine del 2013.

Dead Island 2 non è in lavorazione


 

Dead Island 2 non è attualmente in lavorazione. Lo ha confermato lo stesso publisher Deep Silver, che ha commentato alcune voci diffuse nella giornata di ieri da IGN Germany.
La divisione tedesca del famoso portale statunitense, aveva infatti riportato indiscrezioni secondo le quali Yager Entertainment, lo sviluppatore di Spec Ops: The Line, stesse lavorando al sequel del fortunato survival horror in prima persona che ha debuttato su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 lo scorso settembre. Rumor che però non trovano conferma in fonti ufficiali, che anzi smentiscono con fermezza.
Diablo 3: Ottima Media Voto nelle Prime Recensioni Italiane



Sembra proprio che l'attesa non sia stata vana. Dopo 15 anni di attesa, infatti, è arrivato Diablo 3 e le prime recensioni confermano l'ottima qualità della produzione Blizzard. Come potete vedere nella nostra scheda del gioco infatti, dopo 4 recensioni la media voto è di 9.4 su 10. Si va dai 9 di Eurogamer e GameReactor fino al 10 della new entry del network di ItaliaTopGames, Insight Factor. Nel mezzo il 9.5 di Games

Rare al lavoro su diversi giochi per la prossima Xbox, tra i quali un fps

Secondo un'offerta di lavoro individuata da Superannuation Rare è alla ricerca di un senior product manager che lavori su differenti release AAA per console. "Raggiungerai un team di grande tradizione, responsabile di alcuni titoli che hanno riscosso grande successo", si legge nell'annuncio.
I fan di Rare saranno contenti che il team non intende abbandonare le sue attuali proprietà intellettuali come Kinect Sports, e che al contempo ha pianificato di dedicarsi a proprietà intellettuali completamente inedite per le prossime piattaforme. "Mentre lo sviluppo dei titoli di riferimento attuali verrà mantenuto, chi otterrà il lavoro raggiungerà uno studio che si sposterà su nuove aree e svilupperà nuove proprietà intellettuali per le future piattaforme".
Pare che quello che è stato lo sviluppatore di alcuni dei più grandi successi per console in ambito sparatutto in prima persona come GoldenEye 64 e Perfect Dark, tornerà al suo genere preferito. I lavori sul nuovo studio che si occuperà della next-gen sono peraltro iniziati il mese scorso, quando Rare ha assunto Simon Woodroffe, ex-game designer di Sega West.
"I giochi sono la mia passione, così come sono la passione di Rare, per cui è il ruolo dei miei sogni", ha detto Woodroffe. "Mi piace molto lavorare con gente con grande talento e creatività e qui in Rare c'è un sacco di spazio. Mi impegnerò nella creazione di giochi validi che possano essere degni del pedigree dello studio".
La software house britannica è stata fondata nel 1982 e inizialmente si è specializzata soprattutto sulle piattaforme Nintendo, almeno fino all'acquisizione da parte di Microsoft, avvenuta nel 2002 per 282 milioni di euro. Tra i titoli di maggior successo di Rare ricordiamo Battletoads, Donkey Kong Country, GoldenEye 007, Star Fox Adventures e, in ambito XBox 360, Perfect Dark Zero, Kameo: Elements of Power, Viva Piñata, Banjo-Kazooie.
Max Payne 3 disponibile da oggi: il Trailer di Lancio!

 

Dolby raddoppia la qualità audio dei Blu-ray

Con il nuovo Dolby Media Producer Encoder v2 i produttori cinematografici avranno a disposizione uno strumento per ottenere un audio ancora migliore per i film in Blu-ray, offendo ai consumatori una ragione in più per comprarli.
Dolby ha cominciato a distribuire agli studi cinematografici e ai produttori di video in generale il nuovo Dolby Media Producer Encoder v2, per codificare l'audio in Dolby True HD a 96 k, cioè una frequenza di campionamento doppia rispetto a quella attuale. I nuovi film in blu-ray che useranno questa nuova tecnologia saranno compatibili con i lettori attualmente in commercio.
Grazie al nuovo encoder sarà possibile ottenere un audio ancora più pulito e preciso, sempre più vicino al formato lossless perfetto, cioè privo di qualsiasi imperfezione. Pur non trattandosi di una rivoluzione (l'audio dei blu-ray è già ottimo) questa novità promette di migliorare molto il modo in cui ci godiamo i film a casa, almeno per chi ha a disposizione un valido home theater.


Dolby Digital

"L'audio lossless è un elemento distintivo dei Blu-ray. A parità di condizioni non è possibile migliorare la qualità della codifica audio lossless, ma si può migliorare la qualità della sorgente prima della codifica stessa. È precisamente ciò che abbiamo ottenuto con la nostra tecnologia di campionamento avanzata 96k", ha spiegato Craig Eggers dei Dolby Laboratories.
"Una buona parte dei film di Hollywood è stata registrata a 48 KHz" e oggi i produttori possono "migliorare la qualità dell'audio PCM (pulse code modulation, NdR) prima della codifica lossless Dolby True HD, e assicurarsi che i consumatori ottengano il migliore audio possibile dai loro lettori Blu-ray". Il nuovo strumento di codifica include anche un filtro per evitare gli artefatti che possono comparire durante la cattura e la creazione del contenuto, e recuperare la "tonalità naturale della colonna sonora".
Almeno per gli appassionati più attenti alla fedeltà audio questa notizia sarà benvenuta. Naturalmente per apprezzare al meglio le qualità di un segnale praticamente perfetto non ci si può affidare agli altoparlanti integrati nel televisore, né a un sistema audio che non sia di prima qualità; nella maggior parte dei casi solo i prodotti saranno in grado di farci sentire anche le minime differenze tra una traccia e l'altra, oltre che un orecchio piuttosto allenato.
D'altra parte la nuova qualità dell'audio non dovrebbe far aumentare il prezzo dei film in Blu-ray, quindi anche chi non ha impianti da migliaia di euro non deve preoccuparsi perché potrà godere comunque delle migliorie introdotte, nei limiti dell'hardware disponibile.

Le CPU Intel non gronderanno più sangue

Intel ha comunicato di avere sospeso le forniture di minerali provenienti dalle zone di guerra. Oro, tanlio, stagno e tungsteno non saranno più prelevati di siti, soprattutto in Congo, in cui non sono rispettati i diritti umani dei lavoratori.

Intel si impegna ad abbandonare l'uso di minerali provenienti da zone di guerra: non verranno più impiegati i cosiddetti minerali di conflitto per le forniture di oro, tanlio, stagno e tungsteno destinati alla produzione di processori ed estratti in condizioni di abuso dei diritti umani. I giacimenti sotto accusa sono per lo più localizzati nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, nell'Africa centrale.

Le miniere africane
Intel anticipa quindi una normativa che entrerà in vigore il prossimo anno e che obbligherà le aziende elettroniche statunitensi a rivelare e tracciare i siti di estrazione dei minerali di guerra. A fine 2011 Intel aveva visitato 98 siti in 16 Paesi e individuato quelli da lasciare in disparte. Il Congo, in particolare, è uno dei primi produttori mondiali di stagno e ospita anche giacimenti di tantalite, tungsteno e oro. Il problema è che il governo non riesce a separare i gruppi armati dagli addetti all'estrazione e quindi si verificano situazioni poco tollerabili dal punto di vista umano.
Nel documento Corporate Responsibility Report del 2011 si legge inoltre che Intel consolida inoltre il suo percorso di innovazione e responsabilità ambientale, che passa per un potenziamento dell'uso di energie rinnovabili, lo sviluppo di sistemi più efficienti dal punto di vista energetico e il ricorso alla bioedilizia. Il tutto è finalizzato alla riduzione delle emissioni dirette di gas serra del 10 percento entro il 2020.
Il proseguo dell'impegno prevede, fra il 2012 e il 2015, l'ottenimento di un risparmio energetico pari a 1,4 miliardi di kWh e l'innalzamento degli obiettivi di risparmio energetico per il 2016-2020, che saranno inclusi già nella relazione del prossimo anno.


Intel investe anche sul risparmio energetico

L'efficienza energetica dei computer portatili e dei prodotti destinati ai data center dovrebbe essere migliorata di 25 volte entro il 2020, rispetto ai livelli raggiunti nel 2010. La stessa scadenza è prevista per la riduzione sostanziale dell'impiego di acqua per il raffreddamento delle strutture: una strada già battuta da Google, che ha dato il buon esempio con un data center in Georgia.
Non ultimo, sempre entro il 2020 l'azienda di Santa Clara intende bloccare del tutto lo smaltimento di rifiuti chimici nelle discariche. Michael Jacobson di Intel ha spiegato che "la responsabilità aziendale è una parte cruciale per la crescita complessiva del business e [...] permette a Intel di avere un impatto maggiore e più influente sulle industrie, sulle comunità e sull'economia globale".

Ai propositi appena descritti si uniscono anche i risultati pratici già ottenuti nella gestione della catena di fornitura, che sono valsi all'azienda l'inserimento nelle 25 aziende premiate da Gartner. Nel 2011 Intel si è classificata al 16mo posto, con un netto miglioramento rispetto alla 18ma posizione del 2010 e alla 26ma che ricopriva nel 2009.

Unreal Engine 4 in foto, ecco la grafica di PS4 e Xbox 720

Epic svela alcune immagini di una demo tecnica basata su Unreal Engine 4, fatta girare su Nvidia GeForce GTX 680. Un assaggio di ciò saranno in grado di fare le future Xbox, Playstation e ovviamente i PC.

Unreal Engine 4 si mostra in foto per la prima volta. Stiamo parlando del nuovo motore di Epic Games, atteso da anni e probabilmente il cuore di moltissimi giochi di prossima generazione per Playstation 4 e Xbox 720. Gli screenshot sono stati pubblicati da Wired, presi direttamente da demo tecnica in tempo reale (sviluppata in tre mesi da 14 programmatori) di 153 secondi fatta girare su Nvidia GeForce GTX 680.






Le immagini mostrano un demone all'interno di una fortezza su una montagna. L'ambiente circostante è infernale, con la lava che scorre e il demone che brandisce un enorme martello. La demo tecnica è stata progettata per mostrare diverse capacità del motore, come la riproduzione dei riflessi, le distorsioni, la distruzione ambientale e altre tecniche grafiche di cui Epic parlerà probabilmente all'E3. Secondo Wired il motore ha un'illuminazione dinamica che si comporta in risposta alle sue proprietà intrinseche, piuttosto che a effetti programmati.
"Sulle spalle del nostro team che sviluppa il motore e del nostro studio c'è la grande responsabilità di portare questa industria nella prossima generazione", ha dichiarato il design director Cliff Bleszinski. "Spetta a Epic, e a Tim Sweeney in particolare, motivare Sony e Microsoft a non essere modeste sulle capacità delle future console. Devono rappresentare un grande salto in avanti. Devono essere in grado di avvicinarsi a renderizzare Avatar in tempo reale, perché io lo voglio e lo vogliono i giocatori, anche se non lo sanno".

TV via etere in Ultra High Definition: primo test a 4320p

Il broadcaster giapponese NHK ha portato a buon fine il primo test di trasmissione video in formato 8K. Sfruttando le comuni frequenze televisive è stato possibile gestire un filmato con risoluzione di 8192 x 4320 pixel.
In Giappone il broadcaster NHK ha effettuato la prima trasmissione video in formato 8K (Ultra High Definition Television) sulle frequenze della TV terrestre. Si tratta in assoluto del primo test andato a buon fine, che lascia sperare per un futuro ad altissima risoluzione. Non meno importante il fatto che l'esperimento sia stato condotto dalla TV di Stato giapponese.
Il formato video 8K infatti è normalmente usato come master per i film realizzati con telecamere digitali. Vanta una risoluzione di 8192 x 4320 pixel, praticamente una qualità dei dettagli che supera di 17 volte il classico Full HD 1080p (1920 × 1080 pixel).


Ultra High Definition Television

NHK ha confermato di essere riuscita a effettuare una trasmissione 8K su una distanza di 4,2 km nell'area di Tokyo. L'obiettivo è stato raggiunto sfruttando una soluzione multi-canale proprietaria MIMO (Multiple-input and multiple-output) e l'orthogonal frequency-division multiplexing (OFDM) capaci di razionalizzare tutte le informazioni in un flusso unico, potenziare e ottimizzare il segnale.
Al momento non è ancora chiaro quando verranno inaugurati i primi servizi consumer, ma è probabile che manchi poco considerate le recenti conquiste tecnologiche di NHK. Il colosso giapponese nel 2008 ha presentato il suo super nuovo formato, poi ha curato lo sviluppo del primo sensore CMOS Ultra HD per telecamere ed ecco adesso arrivare la prima trasmissione via etere.
Considerato che Panasonic proprio ad aprile ha svelato un 145 pollici Super Hi-Vision 8K, c'è da credere che l'hype generato da NHK sia del tutto meritato. E noi in Italia intanto parliamo ancora di frequenze.

Nvidia GK110 ha 2880 oppure 3072 core? I geek dibattono


È mistero sul numero di core del chip GK110, la GPU con 7,1 miliardi di transistor che Nvidia ha svelato pochi giorni fa con la Tesla K20, una scheda dedicata al settore HPC (High Performance Computer). Inizialmente era trapelata l'indiscrezione che la GPU contenesse 2880 core, grazie alla presenza di 15 SMX (streaming multiprocessor), ma ora si vocifera che in realtà il chip avrebbe 3072 core grazie alla presenza di un SMX in più. Ogni SMX, in questo design, contiene infatti 192 unità.


GK110 diagramma

Al momento l'unica certezza è che un documento di Nvidia, mostra e cita 15 unità e non sedici. Nei forum molti appassionati dibattono sulla disposizione dell'unità, ritenuta strana, tanto da lasciare spazio a una fatidica sedicesima unità.
C'è inoltre chi specula sul fatto che la scheda Tesla, analogamente al primo GF100 della GTX 480, avrà un SMX disabilitato per motivi produttivi. Come molti di voi ricorderanno il progetto GF100 prevedeva un chip con 512 shader, ma la prima incarnazione - la GTX 480 - aveva solo 480 shader.

GK110

A ogni modo, quella che nel settore desktop potrebbe chiamarsi GeForce GTX 780, andandosi a scontrare con la futura famiglia HD 8000 di AMD, potrebbe arrivare sul mercato in configurazione completa, perché per la fine dell'anno/inizio 2013 i problemi in fase produttiva di TSMC dovrebbero essere risolti (o almeno si spera!). Staremo a vedere.

Unità SMX all'interno di GK110

Tra le altre caratteristiche trapelate sul chip a bordo della Tesla K20 troviamo 180 TMU, 48 ROP e un bus aggregato di 384-bit. Si parla di un die da circa 520 millimetri quadrati e un TDP di 300 Watt. Ricordiamo che GK110, a differenza di GK104, non sarà castrato dal punto di vista delle prestazioni con le operazioni generali, offrendo una potenza con i calcoli in virgola mobile a doppia precisione di 1,5 TFlops, tre volte maggiore rispetto alla generazione Fermi.

HP licenzia 25mila dipendenti per uscire dalla crisi

Indiscrezioni anonime ma attendibili riportate dalla stampa internazionale riferiscono che la casa di Palo Alto, nella relazione finanziaria di mercoledì prossimo, annuncerà un taglio di personale pari al 10% circa della forza lavoro globale. Sarebbero quindi a rischio fino a 30mila addetti.

HP potrebbe tagliare fra l'8 e il 10 per cento della propria forza lavoro a livello globale, pari a un minimo di 25mila addetti. La notizia è stata riportata da molti autorevoli siti finanziari, che citano fonti anonime e fanno calcoli leggermente differenti sull'ammontare delle cifre. In tutti i casi però manca il dato più importante: i tempi pianificati dall'azienda per partire con il nuovo piano di ristrutturazione.







L'agenzia Reuters reputa per esempio che i tagli potrebbero includere prepensionamenti, già in discussione con i diretti interessati. Attualmente HP impiega oltre 320mila persone in tutto il mondo, quindi la scure potrebbe cadere nel peggiore dei casi su 30mila impiegati. L'ufficialità dell'operazione è attesa mercoledì 23 maggio, quando il Ceo Meg Whitman annuncerà i dati finanziari relativi al secondo trimestre fiscale.
Bloomberg, in merito all'ipotesi di lay off, pubblica gli stessi numeri di Reuters, mentre Business Insider riferisce di una riduzione del personale nell'ordine del 10-15% della forza lavoro. E dello stesso avviso è Arik Hesseldahl di AllThingsD, che parla dell'eliminazione di 30mila posti di lavoro. Amit Daryanani di  RBC Capital's scrive che 25mila tagli sarebbe un numero adeguato e darebbero un segnale positivo agli investitori e che "HP probabilmente annuncerà un onere di ristrutturazione compreso fra 1,5 e due miliardi di dollari e ha bisogno di una base di reddito stabile per godere dei benefici delle iniziative di ristrutturazione".
Secondo gli analisti la notizia è attendibile, era ampiamente prevedibile e sarebbe un effetto diretto della decisione della Whitman di fondere la divisione PSG (Personal and System Group) con quella delle stampanti. Certo, la decisione è dolorosa, ma per Brian Marshall di ISI Group il taglio "consentirebbe investimenti in aree di mercato strategiche a più elevata crescita" ed "eliminare 18mila posti di lavoro potrebbe tradursi in un risparmio di circa 1,2 miliardi di dollari e in un incremento degli utili per azioni di 50 centesimi l'anno".
Il taglio avrebbe dunque due finalità complementari: cost saving e nuovi investimenti in mercati più redditizi. La questione della profittabilità è oggi, del resto, una delle spine del fianco per Hp. Un rapporto redatto da Morgan Stanley evidenzia in tal senso come l’utile operativo per dipendente della casa di Palo Alto, pari a 35mila dollari, sia decisamente inferiore a quello delle altre grandi firme dell’industria tecnologica, da Apple e Ibm (entrambe a quota 49mila dollari) fino ad EMC (67mila).







Fa specie quindi notare un particolare: 10/15mila delle figure in esubero apparterrebbero alla divisione “enterprise services”, e cioè il ramo di azienda su cui la multinazionale di Palo Alto aveva investito massicciamente nel recente passato, partendo dall’acquisizione (nel 2008) di un colosso dei servizi come Eds per 13,9 miliardi di dollari. Il business dei servizi informatici, a quanto sembra, non ha prodotto i risultati sperati, o perlomeno ha mostrato segni di declino in termini di marginalità.
La trimestrale che verrà annunciata mercoledi prossimo dovrebbe quindi fare chiarezza tanto sull’entità del nuovo taglio quanto sulle proiezioni di fatturato per l’intero esercizio, che stando alle previsioni di Bloomberg potrebbe registrare un calo del 4% anno su anno scendendo a quota 122,4 miliardi di dollari.

I chip che fanno errori sono più veloci dei processori perfetti


Ricercatori di diverse università hanno creato un chip che può commettere errori e che, grazie a questo, sono due volte più veloci e consumano molto meno. Sarà utile in applicazioni specifiche come apparecchi acustici, macchine fotografiche e altri dispositivi elettronici, tra cui un tablet distribuito in India.

Il chip per computer "inesatto" è quindici volte più efficiente dei chip attuali ed è pronto a sfidare le "leggi" che hanno guidato l'industria dei processori fino a oggi. In pratica questo prodotto migliora le prestazioni ed efficienza grazie al fatto che può compiere errori occasionali.
La ricerca è stata condotta da esperti della Rice University di Houston, del Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, il Center for Electronics and Microtechnology (CSEM) della Svizzera e la University of California di Berkeley. I prototipi di questo chip sono stati svelati durante l'ACM International Conference on Computing Frontiers di Cagliari.
Secondo i ricercatori il concetto dietro a questo chip, utile in applicazioni specifiche come apparecchi acustici, macchine fotografiche e altri dispositivi elettronici (tra cui nel 2013 un tablet indiano che sarà usato in ambito educativo), è che ci sono dei vantaggi sia dal punto di vista energetico che di calcolo se ad alcune parti di un chip, come l'hardware necessario per fare addizioni e moltiplicazioni, si permette di fare alcuni errori.



Un po' come avviene con le piante, i ricercatori hanno potato - o se preferite sfoltito - il loro chip di alcuni circuiti digitali usati di rado (purtroppo non sono stati più precisi, ma pensiamo ad alcune unità deputate al controllo errori). Inoltre hanno usato una tecnologia chiamata "confined voltage scaling" che si avvantaggia della maggiore velocità, portando il chip in idle più rapidamente e abbassando i consumi complessivi.
Durante le prime simulazioni effettuate nel 2011, i ricercatori hanno visto che sfoltendo alcune sezioni dai microchip si ottengono chip il doppio più veloci, grandi la metà e con consumi dimezzati. Da lì si è arrivati al prototipo attuale.
"Con gli ultimi test abbiamo dimostrato che tagliare alcune parti del chip consente di ridurre la domanda energetica di 3,5 volte con un chip che si allontana dal valore corretto mediamente dello 0,25%", ha dichiarato il co-autore dello studio Avinash Lingamneni. "Quando abbiamo preso in considerazione dimensioni e incrementi di velocità, questi chip si sono dimostrati 7,5 volte più efficienti rispetto alla versione classica. I chip che hanno dato risposte sbagliate con uno scarto più ampio, pari a circa l'8%, si sono dimostrati fino a 15 volte più efficienti".


Frame prodotti da un software di video processing su elementi di calcolo tradizionali (sinistra), il chip inesatto con un errore relativo dello 0.54 percento (al centro) e con un errore relativo del 7.58 percento (destra). Il chip che ha prodotto il frame con più errori (destra) è circa 15 volte più efficiente in termini di velocità, spazio ed energia rispetto al chip tradizionale che ha prodotto l'immagine migliore, a sinistra - Clicca per ingrandire
Come vedete nelle immagine qui sopra, ci sono particolari applicazioni in cui un chip di questo genere potrebbe non creare grandi problemi. "Errori fino allo 0,54% sono quasi impercettibili ed errori fino al 7,5% producono ancora immagini distinguibili", ha dichiarato un altri ricercatore, Christian Enz.
"È eccitante vedere questa tecnologia in un chip funzionante", ha dichiarato il leader del progetto Krishna Palem. "Il nostro lavoro iniziato nel 2003 ha mostrato che sono possibili miglioramenti rilevanti e sono lieto che questi chip funzionanti abbiamo rispettato e persino superato le nostre aspettative".
Chissà se qualcosa di simile sarai mai attuato da Intel, AMD o ARM. Al momento non sembra possibile, ma non è detto che in futuro le cose non possano cambiare!

GeForce GTX 680M per notebook con grafica imbattibile


Al Computex potrebbe esordire il primo notebook con grafica GTX 680M, anche in versione SLI. Il super chip di Nvidia sarà depotenziato per la versione mobile: avrà 744 o 768 core e fino a 4 GB di memoria. I consumi previsti sono esagerati: fino a 100 Watt.

La GTX 680, la scheda video a singola GPU Nvidia più potente, potrebbe presto avere una declinazione mobile. L'indiscrezione arriva dal sito VideoCardz.com, che ha pubblicato immagini inedite a testimonianza di questa tesi. In dettaglio, il notebook da sogno che l'avrà a bordo potrebbe essere un Monster Q61P170EM08, che sarà mostrato per la prima volta in occasione del Computex che si terrà a Taipei dal 5 giugno.



L'immagine del primo GTX 680M
Nessun dato è confermato, ma è attendibile l'ipotesi che il chip installato nei notebook sarà una versione depotenziata del modello al top della gamma desktop basato su GK104 Kepler, per il quale Nvidia dichiara un TDP massimo di 195 Watt e un consumo medio di 170 watt.
I dati tecnici relativi alla versione mobile riferiscono di 744 o 768 core, bus a 256 bit e l'immancabile supporto alla configurazione SLI. Inoltre, la futura ammiraglia delle GPU mobile potrà essere affiancata a un massimo di 4 GB di memoria GDDR5 e avrà un TDP di 100 watt.






Il primo notebook con Nvidia GTX 680M - Clicca per ingrandire
I pochi dati che abbiamo snocciolato bastano per capire che i notebook destinati a installarlo non saranno affatto ultrasottili, ma semmai dei sostituti del desktop molto voluminosi, da spostare al massimo da una stanza all'altra della casa sia per la stazza abbondante, sia anche per l'autonomia che potremmo definire oltremodo scarsa prima ancora prima di fare i benchmark specifici.
Il prodotto che per primo dovrebbe avere il chip GTX 680 monterà un processore Intel Core i7-3720QM e uno schermo Full HD da 17,3 pollici. Non ci stupirebbe trovare i nuovi chip nei prodotti Alienware, che nelle soluzioni al top di gamma da 15 e 17 pollici fanno spesso uso delle soluzioni SLI (il recente rinnovo di gamma prevede al massimo chip GeForce GTX 675 in SLI).



Il punteggio di 3D Mark Vantage 11
Un altro candidato potrebbe essere MSI, che nella fascia alta difficilmente si lascia scappare gli aggiornamenti di Nvidia. In ogni caso in Italia non c'è da aspettarsi l'arrivo di una soluzione del genere prima di settembre o ottobre, quando i notebook annunciati dopo il debutto di Ivy Bridge saranno rinnovati. Quanto alle prestazioni, le fonti anonime di VideoCartz riferiscono di un punteggio di 3DMark 11 Performance Preset di 4.905 punti, il 37% in più del GTX 670M basato su architettura Fermi.

Barristore è il nuovo transistor al grafene di Samsung


Barristore è il nome di una nuova struttura di transistor al grafene che avvicina questo materiale magico un po' di più all'uso pratico nei dispositivi elettronici. La scoperta è stata fatta dal Samsung Advanced Institute of Technology.

Il Samsung Advanced Institute of Technology, il dipartimento  dell'azienda sudcoreana impegnato nella ricerca IT, ha sviluppato una nuova struttura di transistor usando il grafene. Com'è risaputo questo materiale "miracoloso", su cui istituti e aziende di tutto il mondo lavorano da tempo, un giorno potrebbe sostituire il silicio in campo informatico.
La nuova soluzione si chiama Barristor, o se preferite italianizzarlo Barristore, e può interrompere il flusso di corrente nel grafene senza degradare la mobilità degli elettroni. Da tenere presente che il Samsung Advanced Institute of Technology detiene 9 brevetti cardine sulla struttura e il metodo operativo del Barristore al grafene.
Questo dispositivo è stato ottenuto riprogettando i principi operativi degli switch digitali. "La barriera di Schottky al grafene-silicio può immettere o togliere corrente controllando l'altezza della barriera stessa", scrive Samsung nel proprio comunicato stampa.

L'azienda ha anche realizzato gran parte del gate logico base (inverter) e dei circuiti logici (half-adder) ed è anche riuscita a dimostrare un'operazione base (adding). Grazie al risultato di questa ricerca si aprono le porte a nuove strade per l'industria tecnologica che da 40 anni a questa parte ha puntato sul silicio e sulla miniaturizzazione ma oggi si avvicina sempre di più i limiti fisici invalicabili.
Poiché il grafene possiede una mobilità degli elettroni circa 200 volte maggiore rispetto al silicio, è da considerarsi un potenziale sostituto. Il suo principale problema - fino a oggi - è che a differenza dei semiconduttori tradizionali, la corrente non può essere tolta perché si tratta di un materiale semi-metallico. Questo è diventato il problema chiave nella realizzazione dei transistor al grafene, dato che per rappresentare i segnali digitali 1 e 0 in un transistor sono richiesti sia il flusso on che quello off.
In passato altri ricercatori hanno provato a convertire il grafene in un semiconduttore, riducendone però in modo drastico la mobilità degli elettroni e portando così un generale scetticismo sulla fattibilità di transistor al grafene. La scoperta di Samsung risolve proprio questo problema e avvicina un po' di più il grafene ai prodotti commerciali, anche se è meglio che non vi aspettiate novità rilevanti a breve termine: questo è solo un altro passo verso l'obiettivo finale.

Samsung Galaxy S III già 9 milioni di preordini... alla faccia della crisi

Che l'attesa nei confronti del nuovo top di gamma Samsung fosse altissima ce ne eravamo accorti già da tempo ma forse nessuno avrebbe mai immaginato che Galaxy S III avrebbe ottenuto risultati così importanti ancora prima della disponibilità sui diversi mercati.
La presentazione in grande stile e le innumerevoli voci trapelate nei mesi antecedenti all'annuncio ponevano sicuramente le basi per un successo praticamente immediato, le aspettative nei confronti del terminale che sostituirà a breve l'attuale Galaxy S II erano paragonabili a quelle che precedono ogni anno la presentazione della nuova versione del prodotto concorrente di casa Apple, ovvero iPhone.
Nonostante ciò, i dati trapelati nelle ultime ore lasciano sicuramente a bocca aperta gran parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Stando alle ultime notizie, infatti, un personaggio interno a Samsung avrebbe affermato che il colosso coreano avrebbe già ricevuto 9 milioni di pre-ordini per il proprio nuovo smartphone di punta. Una cifra sicuramente importante, visto e considerato che il suo predecessore aveva raggiunto le 20 milioni di unità vendute soltanto a febbraio, circa un anno dopo la presentazione ufficiale.
Non a caso, stando alle ultime stime, il produttore coreano sarebbe in testa alla classifica dei maggiori produttori di smartphone al mondo. E siamo certi che se le cifre si riveleranno veritiere e il produttore riuscirà a mantenere questo passo, sarà molto difficile anche negli anni a venire riuscire a sottrarre alla stessa Samsung questo particolare primato.

inSANE non è stato cancellato

Ancora una volta la critica mancanza di informazioni su un gioco hanno diffuso in rete il timore della sua cancellazione. Stavolta tale sorte è toccata a inSANE, misterioso gioco horror a cui sta lavorando il registra Guillermo del Toro.

A rassicurare coloro che, nonostante tutto, lo attendono con ansia, ci ha pensato Danny Bilson di THQ, il quale ha fatto sapere che lo sviluppo prosegue.

Un milione per PROJECT C.A.R.S



La raccolta fondi relativa a Project C.A.R.S. ha raggiunto la quota di € 1 milione. La cifra in oggetto si riferisce ai contributi dei membri della community: a questi vanno sommati i fondi investiti dallo stesso sviluppatore, lo studio Slightly Mad Studios.
I fondi totali arrivano dunque a circa € 2,5 milioni: un risultato di una certa importanza, considerata l'assenza totale di un publisher nel processo di sviluppo.
THQ all'opera su due grandi giochi non ancora annunciati

Ma la crisi non è ancora alle spalle.
Lo stesso Danny Bilson di THQ che ha rassicurato tutti sullo sviluppo di inSANE, ha dichiarato che la sua compagnia è attualmente al lavoro su due titoli non ancora annunciati.
Trattasi di giochi importanti. Uno di questi è in sviluppo presso il team Turtle Rock Studios (Left 4 Dead) mentre l'altro, già in parte noto, sarà la nuova opera di Patrice Désilets (Assassin's Creed).

Epic svela l'Unreal Engine 4

I creatori di Gears of War puntano alla next-gen.


Epic ha svelato l'Unreal Engine 4 con le prime immagini che mostrano le potenzialità della prossima generazione di console.

Gli screenshot che potete vedere in basso, comparsi per la prima volta in un articolo di Wired, sono tratti da una tech demo di 153 secondi mossa dalla scheda grafica nVidia Kepler GTX 680.
L'engine introduce un'illuminazione dinamica che si comporta in risposta alle sue proprietà piuttosto che ad effetti programmati.

"C'è una grande responsabilità sulle spalle del nostro team e sul nostro studio per portare quest'industria nella prossima generazione", ha dichiarato il design director di Gears of War, Cliff Bleszinski. "Tocca ad Epic, e a Tim Sweeney in particolare, motivare Sony e Microsoft a non restare ferme in ciò che le prossime console saranno. Le console hanno bisogno di un salto generazionale, hanno bisogno di renderizzare Avatar in tempo reale, perché io lo voglio e i giocatori lo vogliono, anche se non sanno ancora di volerlo".

L'Unreal Engine 4 sarà mostrato al pubblico durante l'E3 di giugno.